“Ciò che ci ha spinti alla redazione di questo giornalino è stato sicuramente uno degli elementi fondamentali su cui poggia Gifra: la condivisione. In noi gifrini, infatti, c’è la voglia di comunicare le nostre esperienze, le nostre emozioni, le nostre idee, insomma vogliamo parlare di noi.
Certo, sappiamo che il passo che stiamo facendo è molto importante, e non privo di difficoltà, ma esso è frutto di anni di esperienze vissuti dalla nostra fraternità, anni nei quali abbiamo cercato di trasmettere – in chiesa e fuori – i sentimenti e i valori che ci uniscono e che ci spingono sempre più a credere nella nostra realtà. È diventata davvero un’esigenza per noi esprimerli. Forse qualsiasi momento della nostra vita non avrebbe pienamente senso se non fosse condiviso. Non dimentichiamo però una cosa importante: per condividere ci devono essere almeno due persone. Il nostro giornalino, quindi, ha la funzione di essere anche il mezzo attraverso il quale chiunque lo vorrà, potrà comunicarci dei suggerimenti, spunti per la riflessione, porci delle domande, o quant’altro. In chiesa, ci sarà una sorta di postazione dove potrete porre ciò che volete dirci, oppure potrete mandarci una e-mail all’indirizzo indicato nell’intestazione.
A questo punto crediamo che sia doveroso ringraziare colui che dall’inizio ha voluto che ad Atripalda nascesse la Gifra: il nostro parroco e guida spirituale Padre Celestino. Un grazie in anticipo a tutti coloro che vorranno aiutarci in questa esperienza, con la speranza che San Francesco continui ad indicarci la strada da percorrere”.
La fraternità Gifra di Atripalda








